Il vangelo di questa domenica, la seconda del tempo ordinario, si pone in continuità con il vangelo della scorsa domenica, festa del Battesimo di Gesù. La scena si apre con Giovanni il Battista che, sulle rive del fiume Giordano, vedendo venire Gesù verso di lui esclama: “Ecco l’agnello di Dio, Colui che toglie il peccato del mondo”.
È interessante notare innanzitutto che è Gesù ad avvicinarsi a Giovanni e non viceversa; questo ci ricorda che è sempre Gesù a venirci incontro per primo, ci precede, spesso ci aspetta nelle varie vicissitudini della nostra vita. Giovanni poi addita Gesù come l”Agnello di Dio”. L’immagine dell’agnello ricorda innanzitutto quella dell’Agnello pasquale, il cui sangue, sparso sulle porte degli ebrei in Egitto allontanava l’angelo sterminatore. Questa espressione rimanda anche ad una pratica descritta nell’antico Testamento, dove un agnello veniva caricato dei peccati di tutti. Giovanni riconosce in Gesù il vero Agnello, Colui che ci ha rivelato l’amore eterno del Padre, la sua infinita misericordia, il suo perdono, e in questo modo Gesù ha tolto il peccato del mondo e ci ha donato la redenzione. Gesù Cristo, infatti, donerà la sua vita e, attraverso la sua morte e risurrezione offrirà a tutti la salvezza. Ecco, guardiamo dunque a Lui! Non facciamo affidamento su di noi, sui nostri meriti, sulle nostre forze e sulle nostre capacità, ma teniamo fisso il nostro sguardo interiore sull’essenziale, Gesù Cristo! Oggi Giovanni Battista ricorda a ognuno di noi proprio questo! Guardiamo a Lui, perché è Lui il senso della nostra esistenza! E Lui ci ama, gli stiamo a cuore! E se noi fissiamo il nostro sguardo su Gesù, Agnello di Dio, ci accorgiamo che siamo davanti a una vera rivoluzione! Non siamo più noi a dover offrire sacrifici di espiazione e di riparazione, come avveniva nell’antico Testamento, ma Gesù si è addossato tutte le nostre colpe, tutti i nostri peccati, si è offerto Lui per la nostra salvezza. Ognuno di noi può dire “per la mia salvezza”! Gesù è l’Agnello misericordioso, che ci dona il suo Amore e il suo perdono!
Giovanni poi afferma:
“Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. La missione di Giovanni il Battista è stata quella di preparare la via a Gesù; adesso che è giunto il Messia, Giovanni si fa da parte, fa un passo indietro, non cerca il successo, la propria gloria, non lega nessuno a sé ma lascia che i suoi discepoli seguano Gesù.
Giovanni si presenta come un uomo di Dio, un uomo veramente libero! Ci insegna a non attaccarci a ruoli, a posizioni, nemmeno alla nostra missione! Il punto di riferimento non siamo noi ma è Lui, Gesù!
Ma c’è un’altra grandissima novità! Giovanni, indicando il Messia, afferma che sarà Lui a battezzare in Spirito Santo e fuoco! Questo significa che, mentre Giovanni battezzava con acqua per un battesimo di penitenza e di conversione, Gesù immerge nello Spirito. E una volta che la nostra vita è stata immersa, penetrata, vivificata dallo Spirito, noi possiamo rivolgerci a Dio con una relazione totalmente nuova: possiamo chiamare Dio “ABBÀ” cioè “papà” e vivere come figli di Dio, familiari di Dio!
Che ognuno di noi, allora, possa testimoniare la presenza di Gesù con una vita libera, donata, grata e riconoscente!
Sr. M. Silvia di Gesù misericordioso






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