Con questa domenica termina il tempo di Natale. E ce ne accorgiamo perché il Vangelo ci presenta Gesù già adulto che si mette in fila con gli altri per essere battezzato.
Gesù sta in fila insieme a tutti che aspettano il loro turno, sta però senza farsi notare. Giovanni non lo vuole battezzare sa che chi gli sta davanti non è solo suo cugino, ma è Messia per il quale egli sta preparando la via!
Il battesimo di Giovanni è battesimo di conversione, e lo chiede chi vuole tagliare con il passato disordinato e ha il desiderio di cambiare vita e iniziare una nuova tappa della vita, ma insieme al Signore.
Giovanni si stupisce del desiderio di Gesù di voler essere battezzato. Avrà sicuramente pensato: “Ma Gesù, che bisogno ha di essere battezzato, se è senza peccato?” Gesù viene dalla Galilea, si fa battezzare per “uscire dalla vita nascosta” e iniziare la sua missione tra la gente.
Il Battesimo principalmente significava la morte dell’uomo vecchio e la rinascita dell’uomo nuovo, noi l’abbiamo legato più al peccato, ma credo sia più bello vederlo come il momento in cui Gesù sceglie di fare la volontà del Padre da quel istante e davanti ai testimoni.
Ci fanno riflettere le parole di Isacco il Siro che dice: “Se l’Incarnazione fosse determinata dalla caduta di Adamo, la venuta di Gesù dipenderebbe da satana, cosa che è impensabile”. Se ci pensiamo è vero. Dio non viene a riparare i danni fatti dal diavolo, ma viene per fare una proposta di diventare come Lui.
Rileggiamo questo brano incarnandolo nelle nostre vite.
Gesù si mette in fila — sceglie la solidarietà.
In un mondo che ci spinge a sgomitare per essere i primi, a stare “sopra” gli altri, a mostrarci perfetti davanti agli altri, sui social, al lavoro, … Gesù ci insegna che la vera grandezza parte dal basso. “Mettersi in coda” significa accettare la nostra umanità, non aver paura delle nostre fragilità e camminare insieme agli altri, non contro di loro.
Gesù chiede di essere battezzato — per dare inizio al suo cambiamento: dalla vita nascosta alla vita di annuncio.
Tutti i giorni abbiamo opportunità di cambiare la nostra vita è un impegno continuo, non si è mai arrivati, ogni giorno è un giorno per ricominciare o proseguire.
Il Vangelo dice “si aprirono per lui i cieli”.
Spesso viviamo come se il cielo fosse chiuso, schiacciati dalle aspettative che portano alle delusioni, dall’ansia del futuro di cui non sappiamo nulla, ma vorremmo averlo in pugno oppure dal senso di vuoto che sentiamo, ma non sappiamo spesso dargli il nome e continuiamo a vivere in un buco da cui poi è difficile uscire, in pratica il Signore ci apre il cielo e noi preferiamo chiuderlo perché ci impegna un po’ troppo, e noi la voglia di sforzarci francamente non ce l’abbiamo sempre.
Il Battesimo di Gesù ci dice che Dio non è un giudice lontano, ma qualcuno che “buca” la nostra realtà per venirci incontro per dirci non “sei solo nel tuo sforzo di crescere; c’è Qualcuno che fa il tifo per te”.
La parte più bella è la voce dal cielo: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Notiamo che Gesù non ha ancora compiuto nessun miracolo, non ha ancora predicato, praticamente non ha fatto nulla di grande, eppure il Padre dice che è fiero di Lui.
Senti queste parole rivolte a te: “Tu sei il figlio mio amato / figlia mia l’amata: in te ho posto il mio compiacimento». Eh sì, Dio si compiace di te!
La tua dignità non dipende dai tuoi successi nella vita, nel lavoro, nei traguardi raggiunti, dal numero di amicizie o altre cose. Sei “amato/a” a prescindere. Prima di fare qualsiasi cosa, tu sei un figlio prezioso.
Il segreto della felicità non è diventare “qualcuno”, ma scoprire di essere già qualcuno di immenso, di importantissimo agli occhi di Dio.
Elisabetta della Trinità ha capito questo e ce lo vuole confidare:
“Mi sembra di aver trovato il mio cielo sulla terra,
poiché il cielo è Dio e Dio è nella mia anima.
Il giorno in cui ho capito questo, tutto si è illuminato”.
Vorrei lasciare questa domanda per una riflessione più personale dell’evento di Dio nella tua vita:
“Se oggi Dio dovesse dire a te “In te ho posto il mio compiacimento”, quali sono le cose belle della tua vita in cui pensi che Lui si rifletta?
sr. Viktoria di Gesù






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