“Non abbiate paura” è l’invito che ritorna martellante nel Vangelo di questa domenica. L’invito dunque è di ascoltare se in noi si agita una paura, un’inquietudine, in particolare nella relazione con l’altro. Vi sono situazioni in cui percepiamo l’altro come una minaccia? o come qualcuno che ci condiziona? oppure ci sentiamo impotenti di fronte a personalità dominanti, invadenti?L’invito è di lasciare andare questo sentimento, prendendo consapevolezza, respiro dopo respiro, che l’altro nella sua alterità – e a volte anche nella sua aggressività – non può essere una minaccia. Quantomeno, non può esserlo per la nostra anima, per quello spazio della nostra interiorità in cui nessuno potrà toglierci libertà, dignità, valore. Qualità queste che ci vengono dalla relazione con Colui che ci ha creato e che ha posto in noi la sua dimora. Egli ci conosce nell’intimo e proprio perchè ci conosce così nel profondo, ci ama e ci stima dandoci il valore che abbiamo: siamo figli amati da Dio. Questa consapevolezza: sono amato come unico! – ci restituisce alla nostra libertà interiore. Abbiamo bisogno di rimanere a lungo assaporando il sentimento che ci viene da questa scoperta, così che ciò che udiamo e registriamo nella “testa” e nei nostri pensieri, possa penetrare anche nel cuore e in ogni fibra del nostro essere. Questa consapevolezza ci pone in un rapporto personale con Dio: Egli ci vede, ci riconosce, e ci chiede di vederlo e riconoscerlo. In Lui possiamo inoltre riconoscerci, ovvero scoprire chi siamo veramente. Il bisogno più profondo che abbiamo, che qualcuno “ci veda”, “si accorga di noi”, ci stimi per quello che siamo, ci viene dato dallo sguardo di Dio, che chiede a sua volta di essere riconosciuto, di dargli il valore che ha per la nostra vita. E ci invita ad estendere questo sguardo a chi ci è accanto, così da vedere, prima ancora di una minaccia, un altro volto bisognoso di riconoscimento e amore.

suor Marta del Verbo di Dio (suore carmelitane di Firenze)

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