Nel vangelo di oggi Matteo ci presenta una realtà straordinaria in cui Gesù ci rivela un segreto prezioso. La verità la ottiene chi ha il cuore semplice, chi riconosce di aver continuamente bisogno di Lui; chi non si lascia in preda alla superbia e l’orgoglio che gli impedisce a vedere bene. Questo è una boccata d’ossigeno per chi si sente schiacciato dagli schemi e dalle aspettative del mondo.
I “piccoli”, non si credono autosufficienti, ma sono i primi che si lasciano abbracciare dal Signore. Sono pronti ad accogliere l’invito di prendere il suo giogo. Questo giogo, del quale parla Gesù, non è un’altra fatica da aggiungere alla propria vita, che ne è già sufficientemente piena, ma è l’amore. Quando siamo stanchi Gesù non chiede di fare di più, ma di essere di più a fianco a Lui. Egli si carica sulle sue spalle i nostri pesi e ci fa camminare con Lui lasciandoci, come un segno, una minima parte del peso per poter proseguire il cammino senza scoraggiarsi e voler mollare tutto per poca forza e mancata fiducia. Camminando non perde la sua paternità e la preoccupazione e ci sprona di lasciare, anzi abbandonare, ogni ansia, ogni paura e fidarsi soltanto di Lui.
Invita senza esitare ad imparare tutto da Lui, la mitezza, l’umiltà, l’amore, e non aver paura a correre, a ricorrere a Lui nelle necessità per trovare ristoro e riposo che solo il Signore può donare. Il vangelo ci ricorda che ciò che conta agli occhi di Dio non è il potere o la ponza, non è la forza, non è intelligenza, ma è la capacità del nostro cuore di restare sempre piccolo e aperto al suo amore.
Santa Teresa di Gesù Bambino ha avuto una bellissima intuizione e arriva a dirci che: il buon Dio non ha bisogno delle nostre opere, ma del nostro amore!
sr. Viktoria di Gesù






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