In questi giorni così particolari di silenzio, di inseguimento di notizie al telegiornale, di dirette su Facebook e YouTube, di messaggi affolati su WhatsApp…non so voi, ma si ha la sensazione di un certo ingolfamento interiore. Tanti spunti per riflettere o per sorridere…
Ma la domanda che rimane e che tutti si pongono, credenti o non credenti è la seguente: Qual è il senso di tutto quello che stiamo vivendo?
No. Nessuna risposta preconfezionata, razionale o teologica.
Proviamo invece ad ascoltare una musica: il Prelude n.15 di Chopin. Lasciamoci per un attimo avvolgere dalle sue note.
Questo preludio si chiama anche “preludio della goccia” perché in sottofondo si sente una nota che ritorna con l’insistenza costante di una goccia che cade.
Don Giussani spiegava che mentre ascoltava per l’ennesima volta questo preludio, ad un tratto ha compreso che ciò che lo affascinava di più non era la melodia principale, quella in primo piano, ma una nota “che incominciava a farsi sentire leggerissima e poi cresceva, cresceva, cresceva…”.
Anche quando la melodia principale sembra prevalere sulla piccola goccia fino a farla scomparire, alla fine la stessa goccia ritorna.
Giussani commenta questo preludio dicendo che rappresenta il senso della vita. Esso può essere soffocato dal trambusto superficiale, dalle melodie principali forti e imponenti, ma di fondo rimane sempre lo stesso identico senso che governa il mondo.
Ecco, per noi cristiani, riuniti oggi alle 12 per recitare il Padre nostro, vuole essere proprio l’affermazione di un senso profondo che governa il mondo e la vita dell’uomo. Un senso provvidente che non possiamo misurare. E, anche se non lo vediamo, perché la melodia principale è troppo forte e violenta, non vuol dire che la goccia di senso totale non ci sia, ma semplicemente non la sentiamo.
E la goccia tornerà a farsi sentire…
Buon ascolto: https://youtu.be/SfUAD1z_iZs

Categories:

Tags:

Comments are closed