Cosa vuol dire essere felici? Anche chi ha raggiunto la vetta del successo e del potere o anche solo chi ha una buona sicurezza economica non per forza è felice. Si trovano persone infelici tra i ricchi come tra gli indigenti, tra i noti e i meno noti, tra i più potenti e i meno potenti. Ognuno può sempre avere un motivo per lamentarsi e per cui rattristarsi.
La felicità non può risiedere in queste tre caratteristiche esteriori. La felicità proviene da una dimensione spirituale e affettiva. Un cuore che si sente amato e che ama è un cuore felice indipendentemente dalla sua posizione nel mondo.
Ecco allora il senso delle Beatitudini (Mt 5,1-12a) e dei santi che le hanno vissute in pienezza. L’esperienza dell’amore di Dio ci fa relativizzare ogni altra forma di ricchezza, ci consola, ci fa affrontare ogni avversità con mitezza e speranza nell’unica vera giustizia che è la misericordia, ci fa vivere nella pace e ci permette di costruire la pace attorno a noi, ci dona uno sguardo semplice e puro sulle cose e sulle persone e ci aiuta a superare ogni incomprensione e ogni forma di male subito.
Essere felice non è allontanare ogni sorta di problema, ma è saper vivere dentro ai problemi col cuore colmo dell’amore ricevuto e ridonato.
La santità non è raggiunta dalle grandi opere dell’uomo ma è lasciarsi raggiungere dalla grande opera di Dio nell’uomo.

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