Le condizioni per seguire Gesù sono esigenti, é vero. Ma essere suoi discepoli non significa votarsi ad una vita di sacrifici e rinunce. Piuttosto, seguire Cristo significa intraprendere la strada della vera libertà. E Gesù maestro é un vero conoscitore dell’animo umano e dei suoi punti più deboli.
In Mt 10, 37-42 gioca una carta decisiva, quella del rapporto con gli affetti di sangue: i rapporti familiari.
Chi ama il padre e la madre o i figli più di Cristo non è degno di lui. Perché?
Non è una questione di misurazione del grado di amore. Quando si ama veramente si ama punto e basta. Ma é una questione di amore libero. E qui si apre un capitolo gigantesco di come si vivono i rapporti in famiglia.
Quante mamme o papà che si intromettono nel lavoro o nel matrimonio dei figli! E, allo stesso modo, quanti figli che non prendono la loro strada perché incapaci di distaccarsi dall’alveo protettivo di mamma e papà!
No, Gesù non chiede di scegliere tra lui e i familiari. Lui chiede di scegliere tra l’amore libero e quello dipendente o morboso e soffocante o, peggio ancora, obbligato.
Seguire Cristo significa ripulire la propria libertà dalle tante forme di dipendenze affettive che ingabbiano la nostra vita e non ci permettono di spiccare il volo limpido della propria vocazione, qualunque essa sia.
Cristo non chiama i già perfetti, ma chiama noi e ci chiede di fare un vero cammino di liberazione dalle tante schiavitù che ci costruiamo spesso e volentieri inconsapevolmente.
Ciò ha lo stesso significato per l’espressione successiva di saper prendere la propria croce e perdere la propria vita.
Seguire Gesù comporta una libera scelta di seguirlo e di “prendere” liberamente la croce non perché si vuole essere dei masochisti ma perché ci si assume la responsabilità della testimonianza. La stessa testimonianza di Cristo, capace di dare la vita per amore, di andare fino in fondo per la verità senza compromessi o ricerca di plausi mondani. Tenere per sé la propria vita (ψυχὴ<psychè) senza donarla e spenderla per la verità dell’amore significa perderla. Cristo ci rende suoi testimoni e ci invia nel mondo come altri “cristi” di fronte ai quali si possono trovare le stesse reazioni di accoglienza o di rifiuto che ha avuto Gesù. Ma una vita piena così dove la si può trovare altrove?

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