XXX Dom. T.O.

Mc 10,46-52
Ritorna ancora la stessa domanda posta da Gesù domenica scorsa. La volta precedente,infatti, Gesù domanda ai due discepoli: “Che cosa volete che io faccia per voi?” Mentre questa domenica lo stesso interrogativo è posto nei confronti del cieco Bartimeo (“Che cosa vuoi che io faccia per te?”) che dopo tanta insistenza si fa chiamare dal Maestro (“Coraggio! Àlzati, ti chiama!”).
Torviamo una differenza sostanziale tra le due risposte. Giacomo e Giovanni chiedono una posizione di prestigio perché non riescono a vedere che il vero modo per regnare è servire. Invece Bartimeo chiede di vedere di nuovo e nel farlo abbandona anche tutto quel poco che ha e che lo rappresenta socialmente: il suo mantello. E Gesù esaudisce Bartimeo nella sua richiesta per la grande fede dimostrata nei suoi riguardi.
A mio avviso il vero cieco non era Bartimeo perché egli vedeva molto chiaramente con gli occhi della fede ed è disposto a lasciare tutto per ascoltare il Maestro. I due discepoli, invece, sono i veri ciechi della situazione perché, convinti di essere già con il Maestro e di seguirlo come si deve, non vedono la realtà con gli occhi della fede, ma solo con i loro occhi umani che – fragilmente – inseguono gli ideali del prestigio mondano.
E noi, qual è la nostra cecità?

Suor Nicoletta del Cuore di Cristo
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