VII dom. T.O.

La giustizia di Dio non ci sembra umanamente comprensibile. Se qualcosa ci viene tolto deve esserci restituito, se riceviamo del male chi lo ha compiuto deve risarcirne i danni e, soprattutto, chi fa del male ci viene spontaneo qualificarlo come persona cattiva.
Eppure ci sono persone di Dio che, fatta esperienza della giustizia-misericordia di Dio, riescono a vincere il desiderio di vendetta. Come Davide che non uccide Saul che lo aveva perseguitato ma si rimette al “Signore [che] renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà” (1Sam 26,23).
La vera battaglia da vincere è quella contro l’uomo terreno, e cioè contro la naturale “legge del taglione” che tutti noi vorremmo applicare agli altri…tranne che a noi. L’uomo celeste è semplicemente una umanità arricchita dall’esperienza divinoumana di Cristo che ci dice e ci mostra poi con la sua stessa vita: “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano” (Lc 6,27) e “Come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro” (Lc 6,31).
Lasciamoci arricchire dall’esperienza di Cristo “così saremo simili all’uomo celeste” (1Cor 15,49).

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