Riconoscere col cuore

L’invito a leggere le Scritture secondo lo Spirito, con gli occhi interiori, è uno degli insegnamenti che caratterizzano le apparizioni pasquali di Cristo Risorto ai suoi discepoli.
Con amorevole pazienza il Maestro divino rivela la vera intelligenza delle Scritture alla luce del Mistero pasquale: la sua passione, morte e Resurrezione. Si fa vicino ai discepoli, tiene il loro passo e pian piano scalda loro il cuore riportando tutto ad unità. Egli aiuta i suoi a compiere un’azione fondamentale non solo per leggere la Parola di Dio, ma anche per comprendere la propria storia personale. Riportare tutto all’unità dell’evento decisivo della croce e resurrezione è la strada maestra per accogliere in pienezza il significato della storia della salvezza e della propria storia personale.
Lo spiega molto bene Origene: 《Se uno vuol bere dalla lettera della legge senza il legno della vita – cioè senza il mistero della croce, senza la fede in Cristo, senza l’intelligenza spirituale – morirà per sua eccessiva amarezza》.
Non è possibile all’uomo accettare il dolore e la sofferenza della vita se non attraverso la comprensione spirituale dell’evento salvifico della croce di Cristo.
Ma ancora: 《è solo stringendo il Verbo di Dio al proprio cuore con tutto l’affetto e l’amore che sarà possibile cogliere l’odore del suo piacevole profumo e della sua soavità 》dice ancora Origene. Infatti è solo un approccio “interiore-spirituale” alla Scrittura e alla vita che permette ai discepoli di Emmaus, ad esempio, di riconoscere Gesù risorto nel viandante che si era messo accanto a loro nel cammino. Lui aveva scaldato i loro cuori e aveva riletto le Scritture alla luce degli eventi pasquali che loro si ostinavano a leggere esclusivamente secondo la propria logica e razionalità e non secondo lo Spirito.
Quale differenza alla fine!
E così accade quando ti accorgi che anche la tua storia può essere letta in due modi: o in modo psicologico-razionale, oppure alla luce del sacrificio di Cristo. Un cambiamento enorme!!
Non a caso ci dice sempre Origene: 《Quando uno si è convertito al Signore, il velo [che offusca l’interpretazione delle Scritture] è tolto》 poiché 《ciò che toglie il velo è la nostra conversione al Signore》. Convertirsi a Cristo non è anzitutto un fatto morale, ma un cambiamento di prospettiva, di posizione del cuore di fronte alla vita, di lettura dell’esperienza.

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