Professione semplice di Marianna

Una celebrazione semplice ed essenziale come Marianna, ora suor Marianna di Gesù Amore misericordioso e ora sposa di Cristo, ha caratterizzato la solennità della Consolata tanto cara ai torinesi. Ma il silenzio e la gioiosa sobrietà, del resto, è proprio lo stile della nostra grande famiglia Carmelitana. Siamo chiamate ad andare sempre e solo al nucleo fondamentale della nostra vita di battezzate: appartenere a Cristo e amarlo nei fratelli e nelle sorelle.
Fra Franco Busato dell’ordine dei frati minori cappuccini ha presieduto la celebrazione eucaristica durante la quale Suor Marianna ha emesso i primi voti religiosi temporanei nella cappella di Casa generalizia.
A causa delle restrizioni per il Covid-19 solo alcune suore, i genitori e la sorella hanno potuto prendere parte al banchetto eucaristico, ma ciò non ha impedito di vivere con intensità il valore del passo compiuto dalla nostra sorella Marianna.
Come Maria che si è messa in cammino per andare ad assistere Elisabetta, così anche Marianna è stata esortata da fra Franco a vivere una spiritualità pienamente incarnata e ha citato l’ultimo capitolo de Il castello interiore di Teresa d’Avila nel quale la santa spiega cosa accade nell’ultima stanza della propria anima, quella in cui avviene l’incontro con il Cristo che vi dimora e dà alcuni preziosi consigli alle sue monache:

《Sorelle, se volete che il vostro edificio s’innalzi sopra un buon fondamento, procurate di essere le ultime e le schiave di tutte, studiando in che modo e per quali vie vi sia possibile di meglio contentare e servire le altre. E in tal modo fareste più il vostro che l’altrui vantaggio, perché porreste pietre così salde da impedire che il castello ruini.
Ma per questo, ripeto, è necessario che cerchiate di non far consistere il vostro fondamento soltanto nel recitare e contemplare, perché se non procurate di acquistare le virtù e non ne fate l’esercizio, rimarrete sempre delle nane》 (Settime mansioni, cap. 4).

La carmelitana è chiamata all’umiltà, a vivere la sua piena dignità nell’atto del più completo abbassamento che si fa servizio alle altre nel nascondimento della vita fraterna. La grandezza risiede dunque nel farsi terreno di carità per gli altri. Altrimenti, dice Teresa, si rimane delle nane nella vita spirituale.
Cara Marianna, la nostra fraternità sia per te il nostro dono e il campo in cui far crescere i frutti della tua donazione a Cristo!

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