MISERICORDES SICUT PATER: Riscopriamo la Tenerezza verso gli ammalati

In quest’Anno della Misericordia, noi giovani in formazione, vogliamo riflettere, con voi, su come vivere la misericordia verso gli ammalati e dare una testimonianza del nostro essere donne consacrate.

Siamo partite dal messaggio del Santo Padre Francesco per la XXIV Giornata Mondiale del Malato 2016, che ci invitava a meditare la pericope delle Nozze di Cana (Gv 2,1-11), in cui Gesù compie il suo primo miracolo su richiesta di sua Madre. Nelle Nozze di Cana, Maria è la donna attenta, premurosa, che si accorge della mancanza di vino. Non rimane indifferente dinanzi a ciò. Senza vino non si può continuare la festa, bisogna agire prontamente per non mettere in difficoltà gli sposi. Si rivolge a Gesù, presentandogli il problema. Nella sollecitudine di Maria si rileva la tenerezza di Dio e quella stessa tenerezza siamo chiamati ad avere verso le persone più deboli, verso gli ammalati.  Dobbiamo essere attenti ai loro bisogni, non aver “paura” di donare un bacio, una carezza, un gesto di affetto e …soprattutto, non avere fretta. Tante volte ci lasciamo prendere da mille impegni, da tante cose da fare e dimentichiamo che accanto a noi c’è il nostro fratello ammalato che vuole condividere con noi il suo dolore, che ha bisogno di parlare, di sfogarsi ma non ha nessuno che lo ascolti, che sia interessato davvero a lui come persona e non solo come una malattia, e non lo consideri un peso da sopportare.

Riscopriamo, pertanto, la cultura della tenerezza e dell’ascolto. Il tempo dedicato ad un ammalato non è tempo “perso”, è tempo che dedichiamo a Gesù. Nel volto di un malato, non dimentichiamolo, ritroviamo il volto di Cristo sofferente.

In quest’Anno della Misericordia, chiediamo a Gesù, per intercessione della Vergine Maria, di concedere a tutti noi, quest’attenzione ai bisogni dei nostri fratelli e delle nostre sorelle ammalati. E come ci ricorda Papa Francesco, se sapremo seguire la voce di Colei che dice anche a noi: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”, Gesù trasformerà sempre l’acqua della nostra vita in vino pregiato.

Marianna

 

 

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