Milano

Istituto “Regina Carmeli”

Via Monviso, 33  –  20154 – MILANO (MI)

Telefono 02. 33.11.227

Telefono 02. 33.11.758

Fax 02.33.10.61.51

e-mail: regina_carmeli_seg@yahoo.it

sito: www.reginacarmeli.it

Milano

profsara

Attività apostolica:

Scuola dell’infanzia (4 sezioni)

Suola elementare  (6 classi)

Pastorale della Famiglia

Sportello psicologico

Collaborazione con la pastorale parrocchiale:

  1. a) oratorio
  2. b) catechismo (elementari, medie)
  3. c) formazione oratoriana e catechesi fino alla fascia universitaria
  4. d) grest e campi estivi

Ministero straordinario della comunione

Animazione liturgica

Servizio infermieristico (iniezioni in ambulatorio e a domicilio)

Animazione missionaria

 

La scuola di Milano, Istituto Regina Carmeli, quest’anno compie 100 anni e queste pagine si propongono di celebrare l’avvenimento con ricordi del passato, contributi di riflessione sul presente e aggiornamento sulle iniziative del centenario.

 

UN PO’ DI STORIA  

 

Quando nel 1907 la comunità delle suore carmelitane di vita attiva, fondata da Madre Maria degli Angeli a Milano iniziava il suo apostolato, l’Istituto Regina Carmeli in un certo senso esisteva già, perché un’altra piccola comunità di suore carmelitane era ancora punto di riferimento per la popolazione milanese di quella zona. Infatti le suore dedicavano la loro opera ai figli delle famiglie operaie che vivevano nel quartiere detto, alla milanese, “burg de’ cigulat” (il quartiere delle cipolle).

Madre Maria degli Angeli, giovane fondatrice dell’Istituto di Marene nella diocesi di Torino, veniva invitata dalla curia di Milano nella persona di Mons. Marelli che seguiva da vicino la comunità di Via Monviso, a prendere in mano questa comunità e la sua opera che lentamente andava spegnendosi per mancanza di forze.

Il 3 aprile del 1907  Maria degli Angeli si reca dunque a Milano e lì risiede per tre mesi, nell’intento di conoscere spirito e vita della piccola comunità e, allo stesso tempo di far conoscere lo stile dell’ Istituto da lei fondato in Marene, ma che subito ha iniziato a espandersi in altre diocesi. Fatta l’esperienza, il 21 giugno dello stesso anno avviene l’unione della comunità di Milano a quella di Madre Maria degli Angeli, durante una solenne Eucaristia che faceva pensare alla S. Madre Teresa quando riteneva fatta una fondazione non appena Gesù eucaristico fosse intronizzato in comunità con la celebrazione della prima Messa. Subito inizia la rifioritura delle attività. «Lo stato finanziario -si legge nelle cronache della comunità- non erano floride, ma il necessario era provvisto dal lavoro e dai benefattori. Il fabbricato era bello, grandioso e ben formato a monastero e aveva un giardino-orto grande e ben coltivato che, in Milano, valeva un tesoro».

Nel 1909, quando Maria degli Angeli, pur lasciando libertà di scelta a  ogni religiosa, optò per la fondazione di un monastero di clausura dove visse per oltre 40 anni, la comunità di Milano, nel desiderio di non staccarsi dall’angelo che l’aveva aiutata pochi anni prima a riprendere vita,, era propensa a trasferirsi a Marene per seguire la vita claustrale, ma l’allora Arcivescovo di Milano, ora beato Carlo Andrea Card. Ferrari non lo permise e, in questo modo la comunità compatta, si mise completamente all’opera, a servizio di Dio nell’apostolato presso le famiglie che stavano insediandosi nella zona e nella parrocchia. Fu una stagione fiorente e anche la comunità religiosa si ingrandiva, per far fronte a tutte le attività: asilo, infantile, laboratorio, oratorio, formazione delle giovani, catechesi in rapporto con la vicina chiesa parrocchiale della Madonna di Lourdes: numerose sono, in questi anni e in quelli successivi le giovani che chiedono di entrare nell’Istituto per consacrarsi a Dio. Sono Dal 1912 al 1926, dirette dalla buona Madre Maria di S. Giuseppe, superiora della comunità, a seguire queste giovani ferventi. Dopo il 1926, con ritmo più lento, Milano continua a dare anime al Signore, per il suo servizio e per il bene dei fratelli.

La casa di Milano fu anche, per un certo tempo, sede della Superiora generale e ciò avvenne nel 1911, quando Madre Maria di S. Giuseppe, venne eletta Superiora generale che, con indulto ecclesiastico, rimase per sei anni, fino alla successiva rielezione, anche superiora della locale comunità.

Ma intanto all’orizzonte si affaccia minacciosa la prima guerra mondiale e bisogna fronteggiare subito la situazione. La Curia di Milano chiede alle religiose di rendersi disponibili a un servizio infermieristico assistenziale per i soldati rientrati dal fronte con il tifo o la tbc. Così diverse sorelle, pur non essendo professioniste lavorarono da infermiere in Via Mantenga, dove nella scuola era stato allestito un ospedale da campo con 400 posti letto. Quest’opera è continuata ininterrottamente fino al 16 marzo 1919 con molti frutti di conversione, ma anche con la perdita, per contagio, di due nostre giovani sorelle: Sr. M. Candida di Gesù B., di 38 anni e Sr. Salesia del S. Cuore di 26.  Molti militari assistiti dalle nostre sorelle, nell’ospedale chiamato «piccola Oasi», per tanto tempo ritornarono a ringraziare e a scrivere lettere riconoscenti.

Anche durante il secondo periodo bellico con un conflitto di proporzioni più vaste del precedente, le suore di Milano risposero alle necessità della situazione. Nell’ottobre del 1942 dovettero interrompere le attività normali, scendere nei rifugi, fuggire da Milano perché anche il convento venne colpito dalle incursioni aeree. Un’altra incursione aerea all’inizio del ’44 fece abbandonare nuovamente l’attività da poco ripresa. Alcune sorelle rimasero  nel convento e tentavano di continuare la vita comunitaria regolare per quanto è possibile. Leggiamo nella cronistoria della casa che «nei primi giorni di gennaio un’altra raffica di guerra tormenta nuovamente la città soprattutto la zona periferica. In casa è giorno di confessione (ci si confessava anche in tempo di guerra!). Per il rumoroso volteggiare degli apparecchi s’improvvisa un confessionale in sotterraneo: il sacerdote siede in cucina, le penitenti ad una ad una si inginocchiano sul limite della porta del refettorio e ricevono l’assoluzione sacramentale. Si ha l’impressione di essere ritornate al tempo in cui tutti i riti religiosi si svolgevano nelle catacombe!»

Finalmente, proclamata la liberazione il 25 maggio del 1945, la comunità, sfollata in parte a Trezzo d’Adda fa ritorno in città. Il 7 maggio le campane delle chiese suonano a festa per salutare le truppe alleate e la pace tanto attesa. E pian piano le sorelle riprendono le attività di insegnamento e di catechesi in parrocchia. Si sente la necessità di ricostruire e ampliare gli spazzi, perché gli alunni  e i gruppi aumentano. Vengono coinvolte imprese, ditte e realizzati appalti per l’ampliamento delle classi elementari. Nel 1955 si inaugura finalmente la nuova scuola, benedetta da Mons. Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano e futuro Papa Paolo VI. In questi anni sorge anche l’esigenza di istituire la scuola media inferiore e di realizzare un altro sopralzo per nuovi locali che, nell’anno scolastico 1965/66 verranno inaugurati da Sua Em.za il Cardinale Giovanni Colombo. Gli iscritti sono complessivamente oltre 700: 200 nella materna, 350 nelle elementari,160 nelle medie.

Con il passare degli anni, il cambio di secolo, di mentalità, delle condizioni famigliari  e delle scelte, la scuola ha ridimensionato il numero delle presenze, ma è sempre vivace nella sua proposta educativa, aperta alla famiglia, al confronto e alla creatività.

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