LE MADRI GENERALI DELLA CONGREGAZIONE

Madre Maria degli Angeli

dal 1906 al 1908
FONDATRICE

mariadegliangeliSr. Maria degli Angeli (Giuseppina Operti) è nata a Torino il 16 novembre 1871.

È entrata nella storia del Carmelo a 16 anni non ancora compiuti (17 giugno 1887) come Terziaria carmelitana.

A 23 anni (6 luglio 1894) fonda l’Istituto delle Suore Carmelitane di S. Teresa, in Marene, diocesi di Torino.

Sulle orme di S. Teresa d’Avila e S. Giovanni della Croce anima la sua nuova Famiglia religiosa fino al 1909, incrementando la vita di orazione, l’unione con Dio e l’amore alla Vergine del Monte Carmelo, Regina e Madre dell’Ordine.

Nel 1909, assecondando la volontà di Dio, smembra l’Istituto in due rami, e fonda un monastero carmelitano dove muore, in fama di santità, il 7 ottobre 1949, festa della Madonna del Rosa­rio e primo ve­nerdì del mese, alle ore 15.00.

Conclude così la sua corsa dopo aver combattuto la buona battaglia e si in­contra con il suo sposo e Signore, dopo 55 anni di vita consacrata, di cui 40 vissuti in clausura.

Il processo informativo diocesano ha avuto inizio il 21 gennaio 1991 in Torino ed è stato chiuso il 6 ottobre 1995 nella cappella dell’Arcivescovado, essendo Arcivescovo della diocesi Sua Em.za il Cardinale Giovanni Saldarini.

L’8 novembre 1996 la Congregazione per le Cause dei Santi emette il Decreto di validità giuridica dell’inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità della Serva di Dio e inizia lo studio della “Positio” sulle virtù eroiche.

Madre M. Amabile di S. Giuseppe 

dal 2015

 

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Madre. M. Marcella di S. Elia
dal 2006 al 2014

madre marcellaSr. M. Marcella di S. Elia (Rota Vanda Erminia) nasce a Brembate (Bg) il 4 maggio 1935 in una onesta e laboriosa famiglia, ricca di fede, di valori umani e cristiani.
A 22 anni, il 20 marzo 1957, entra nel Noviziato di Torino per rispondere alla chiamata del Signore.
Il 3 ottobre 1959 emette la Iª Professione religiosa e 20 giorni dopo parte con il I° gruppo di suore per aprire la 1a missione nel Madagascar.
Emette il 29 settembre 1962 la Professione perpetua a Ilanivato (Madagascar), nella Iª comunità di fondazione, tra un gruppetto di bimbi della Scuola e di famiglie riconoscenti.
Nel 1973 rientra in Italia, a Torino per completare gli studi di Scienze Religiose e frequentare l’Istituto Psico – Medico: consegue brillantemente il Diploma di Cultura religiosa e il Diploma per aggiornamento culturale e didattico con la tesi: “Il problema dell’handicappato nella Scuola materna”.
Ritorna in Madagascar, con l’incarico di Maestra di formazione delle postulanti e delle novizie.
Nel 1988 partecipa al XVIII Capitolo generale e viene riconfermata Maestra di formazione per il noviziato del Madagascar.
Nel 1994 partecipa come Delegata al XIX Capitolo Generale e viene eletta Vicaria Generale.
Confermata Vicaria Generale anche nel XX Capitolo Generale.
Il 19 luglio 2006, vigilia della festa di S. Elia profeta, durante la celebrazione del XXI Capitolo viene eletta Superiora generale.
Il 18 luglio 2012 è stata rieletta dal XXII Capitolo Generale per un 2° sessennio di governo; ha rinunciato all’incarico il 1° ottobre 2014 per motivi di salute.

 

Madre M. Celestina dell’Eucarestia

dal 1994 al 2006

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Madre M. Felicita di S. Giuseppe

dal 1982 al 1994

felicita

Madre M. Luisa di S. Giuseppe

dal 1970 al 1982

luisa

Madre Maria Luisa di S. Giuseppe (Carolina Meregalli) nacque a Monza (MB) il 6 ottobre 1913 e lasciò questa terra, carica di meriti e di santità, il 22 dicembre 2008 a Torino. Fu sepolta a Marene (Cn), cittadina di fondazione della Congregazione e diocesi di Torino, la vigilia di Natale di questo anno 2008. Questa data resterà memorabile nella storia dell’Istituto.

Se desiderate leggere i suoi cenni biografici, scritti in occasione del terzo anniversario della sua dipartita, cliccate qui SCARICA IL PDF

Chi desidera averne una copia cartacea, ne faccia richiesta direttamente a suor M. Clara (011. 8190576 oppure suormariaclara@carmelitane.com)

Madre M. Erminia di S. Teresina

dal 1951 al 1970

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A Milano, domenica 16 luglio 1905, nacque Luigia Elisa Maria Bianchi, bimba destinata dalla Divina Provvidenza ad essere una pietra miliare, tanto che parlare di lei e delle sue vicende personali è un po’come raccontare la storia della nostra Congregazione. Luigia frequentò con ottimo profitto la scuola, aveva intelligenza aperta e vivace, unita alla buona volontà di imparare e di applicarsi; nel 1923 conseguì la Licenza di Scuola Superiore, con indirizzo Commerciale e subito dopo l’Attestato di Licenza in Contabilità. Crebbe all’ombra dell’oratorio della Madonna di Lourdes, dove operavano le nostre suore e fu proprio dall’incontro con loro che si accese nel suo cuore il desiderio profondo di consacrarsi al Signore. Comunicata ai suoi genitori la sua decisione, le fu negato il consenso di partire, essendo ancora molto giovane; in attesa di potersi avviare liberamente per la strada cui si sentiva chiamata, Luigia aveva chiesto e ottenuto di entrare a far parte del Terz’Ordine Carmelitano Teresiano presso la Chiesa del Corpus Domini, a Milano. Il 20 ottobre 1925, vinta finalmente ogni resistenza, Luigia varcò la soglia del nostro Noviziato; non avrà mai ripensamenti e non si stancherà di testimoniare la gioia della propria vocazione. Fu ammessa alla Vestizione che fece il 3 luglio 1926 ricevendo, con l’Abito Santo, il nome di Suor Maria Erminia di Santa Teresina. Sr. Maria Erminia continuò a studiare conseguendo nel 1928  il Diploma di Abilitazione all’Insegnamento del Grado Preparatorio, poi nel 1929  il Diploma di Abilitazione all’Insegnamento Elementare e infine nel 1931 le venne rilasciato l’Attestato che la abilitava all’esercizio dell’arte di Infermiera. Iniziò subito a rendersi operativa prima nella casa di Saluzzo, tra le bambine orfanelle; poi a Mondovì come Direttrice del Collegio; nel 1937 venne nominata Priora della Casa di Noviziato e nel 1941 Priora di Mondovì. Durante il suo Priorato a Mondovì, Madre Maria Erminia seppe avvalersi dell’assistenza spirituale dei Padri Carmelitani Scalzi, non solo per la Comunità, ma anche per le Collegiali. Animata da una profonda vita interiore, Madre Maria Erminia aveva intanto cominciato ad aspirare  alla clausura. Anelava alla solitudine, al nascondimento, al silenzio, all’orazione continua; avviò un intenso scambio epistolare con la stessa Madre Fondatrice a cui sottopose la sua inclinazione monastica. Nel 1942 la volontà di Dio si fece chiara e nonostante ci fosse il benestare della Madre Generale di poter passare al monastero di Cascine Vica, il vieto fu messo dalla Curia torinese, proprio quando le pareva ormai di poter spiccare il volo. I disegni di Dio su Madre Maria Erminia erano assai diversi, e il susseguirsi degli avvenimenti li svelerà man mano: era già stata nominata più volte Consigliera Generale e durante il X Capitolo elettivo, nel 1945, si era ritrovata Vicaria Generale e Priora della Casa Madre. Nel Capitolo successivo, il 27 agosto 1951, venne eletta Superiora Generale. Sarà riconfermata, a pieni voti, per altri due sessenni con dispensa della Sacra Congregazione dei Religiosi. Si prodigò senza sosta per affermare ed incrementare il nostro Istituto. La sua azione di governo fu efficiente, geniale, aperta alle esigenze dei tempi. Pur mantenendo ben saldo lo spirito contemplativo, estenderà i nostri orizzonti ed accoglierà prospettive apostoliche innovative: saranno ventisette le Comunità avviate da lei e dal suo Consiglio. Importantissimo l’esordio della grande avventura delle missioni ‘ad gentes’, sogno a lungo accarezzato, che si realizzò infine con la partenza per il Madagascar nel 1959. In qualità di Superiora Generale, Madre Maria Erminia accolse circa duecento aspiranti alla vita religiosa – tra italiane e malgasce – e in ciascuna rimane il ricordo del suo sguardo penetrante e buono, vivace e gioioso. Madre Maria Erminia coltivò uno stretto e proficuo rapporto con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi, consolidando le fondamenta poste dalla Madre Fondatrice. Ebbe relazioni cordialissime di collaborazione, di venerazione filiale, di amicizia fraterna, con numerosi Padri che non mancavano di aiutarla, consigliarla, sostenerla, stimandola molto. Primo fra tutti l’allora Preposito Generale Padre Anastasio del SS. Rosario. Ed è sempre all’intrepida iniziativa e tenace volontà di Madre Maria Erminia che si deve la realizzazione della Casa Generalizia il 6 giugno 1956. Madre Maria Erminia si adoperò incessantemente perché la Madre Fondatrice fosse conosciuta, venerata e amata da noi tutte. Era sua consuetudine accompagnare le Novizie e le giovani Suore al Monastero di Cascine Vica, non solo mentre la Madre stessa era in vita, ma anche in seguito alla sua morte, per mantenerne intatto il ricordo e rinsaldare i vincoli familiari con le Monache, per noi doppiamente Sorelle. Sempre, ma specialmente dopo la sua rielezione del 27 agosto 1963, Madre Maria Erminia s’impegnò a fondo perché l’Istituto si uniformasse alle direttive della Chiesa che, con il Concilio Ecumenico Vaticano II, stava vivendo  una ‘grande primavera dello Spirito’. Ultimato il suo Generalato nel 1982, la troviamo ancora attivamente al servizio della Congregazione prima a Saluzzo e poi a Roma e infine a Mondovì, dove trascorrerà gli ultimi anni nel silenzio e nella pace tanto desiderati. La vita di quella donna, piccola per la statura fisica, ma altissima per la levatura morale e le molteplici doti di natura e di grazia, contemplativa e apostola straordinaria sulle orme di Santa Teresa di Gesù, si spense con soavità, a Mondovì, nella mattina del 28 febbraio 1993.

Madre M. Giorgina di San Luigi

dal 1938 al 1951

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Cesarina Marcandalli nacque a Milano il 21 giugno del 1887. Era partita dalla sua città natale per il Noviziato di Cherasco (Cn), appena ventenne, accompagnata dalla nostra Ven. Madre Fondatrice, che ne apprezzò sempre le belle doti di natura e di grazia, di cui era stata arricchita. Giovanissima Religiosa, la ritroviamo a Milano, sua prima Casa, occupata a preparare le piccole oratoriane alla recezione dei primi Sacramenti; piena di zelo apostolico, instancabile e tranquilla, serena sempre e silenziosa; all’Oratorio sembrava di non poter stare senza di lei. Era un’anima orante, portata alla vita contemplativa pura; scelta cui aspirò sempre fortemente e che avrebbe abbracciato con entusiasmo, a Marene, se non fosse stata impedita quando avvenne lo smembramento della Congregazione. Fu superiora instancabile in molte case: Milano, Casa generalizia, Mondovì, Saluzzo. Il Capitolo Generale del 1923 l’elesse, a 36 anni, Consigliera e Segretaria Generale; successivamente il Capitolo generale del 1935 la elesse Vicaria Generale e nel Capitolo straordinario del 1938 fu eletta Superiora Generale. Furono tredici anni di faticosissimo servizio in primo piano, con in mezzo la tremenda seconda guerra mondiale. Particolarmente durante il periodo bellico, Madre Giorgina diede alla Congregazione il meglio di sé, delle forze, dell’intelligenza, della capacità organizzativa, del coraggio decisivo, della parola maternamente confortatrice: un continuo correre, provvedere, preoccuparsi di mille cose e con animo da gigante intraprese l’attività apostolica della Congregazione, pensò persino a nuove fondazioni e aprì ben dieci Case. Durante il suo generalato, la Congregazione ebbe le Costituzioni definitivamente approvate dalla Santa Sede. Al termine dei tredici anni del suo faticosissimo servizio, la troviamo ancora Vicaria Generale per due sessenni consecutivi. Con la sua lunga esperienza di governo, fu valido aiuto alla nuova Superiora Generale, nonostante la malferma salute ed il cedere del cuore ormai logoro. Sorella morte s’avvicinò delicatamente la mattina del 16 Gennaio 1977 e ne portò l’anima a Dio. La sua memoria rimarrà a edificazione di quanti l’hanno conosciuta e ne ammirarono la rettitudine, la fortezza, lo spirito di preghiera e l’impegno al proprio dovere, dal quale non declinò mai.

Madre Matilde degli Angeli
dal 1935 al 1938

matilde

I cenni biografici di Madre Matilde degli Angeli iniziano con il suo ingresso presso la comunità di Milano nel 1905, quando è nel pieno dei suoi vent’anni. Avvenuta l’unione tra le Carmelitane di Milano e la nostra Congregazione, suor Matilde inizia il suo noviziato presso la casa di formazione di Cherasco e nel secondo anno di noviziato viene destinata all’orfanotrofio di Marene. Emette la prima professione il 16 dicembre 1909 e viene inviata nuovamente nella comunità di Milano. Viene ricordata come una giovane suora dall’indole forte, fiera, inflessibile e molto esigente nella perfezione. Trascorsi due anni ancora nella vita umile e quotidiana di preghiera e lavoro, passò sul fronte attivo dell’apostolato raggiungendo la comunità di Sommariva Bosco (Cn): laboratorio di cucito per le ragazze, scuola di canto liturgico e insegnamento del catechismo furono le principali occupazioni del suo lavoro pastorale, alle quali si aggiunse l’assistenza domiciliare agli ammalati. Nel febbraio del 1920 lasciò Sommariva Bosco per assumere il nuovo incarico di Maestra delle Novizie, che ricoprì per circa 9 anni con zelo ardente, spirito di sacrificio e retta intenzione. Nel luglio del 1929 il Capitolo generale la elesse Vicaria generale e priora della casa Madre e anche in questo periodo della sua vita fu modello di religiosa osservanza, di continua mortificazione e di fortezza straordinaria di carattere. Intanto il male fisico continuava il suo percorso inesorabile, ma non piegava ancora la robusta volontà della Madre Vicaria e il Signore le chiese un’ ulteriore obbedienza: fu infatti eletta Superiora generale il 26 luglio del 1935. Mirò fin dai primi mesi del suo ufficio a rinvigorire in tutti i membri dell’Istituto un alto spirito di osservanza religiosa e di donazione continua. A questo fine iniziò la proficua pratica di spedire mensilmente delle circolari a tutte le comunità in cui dava consigli e ammoniva alla vita di perfezione, suggeriva le virtù da praticare e spiegava qualche articolo delle Costituzioni. Sostenuta nel suo lavoro dai Superiori ecclesiastici, dei quali godeva la più profonda stima, lavorò così intensamente da indebolire maggiormente il suo fisico già provato da anni di malattia. A lei è da attribuire lo smembramento e spostamento della casa di noviziato nell’attuale ubicazione di Val S. Martino, al fine di garantire che la formazione delle giovani fosse libera da ogni occupazione di apostolato. Ben presto si aggravò e fu costretta a letto, e nonostante ciò cercò con tutte le forze di servire la Congregazione nel mandato a lei affidato; l’incontro definitivo con lo Sposo tanto amato e servito avvenne il 22 luglio del 1938: Madre Matilde aveva 53 anni, di cui 33 di vita religiosa.

Madre Giuseppa della Madonna delle Grazie
dal 1929 al 1935

giuseppa

Giovanna Vittoria Pivano, primogenita dell’avvocato Carlo Antonio e di Vittoria Calandri, nacque a Saluzzo (Cn) il 24 febbraio 1872. A 17 anni raggiunse un ottimo diploma magistrale al quale si univano brillanti doti di mente e di cuore. Era attivissima anche nell’aiutare il papà nelle pratiche d’ufficio. Ben presto si delineò chiaramente in lei la vocazione religiosa, ma i genitori, pur riconoscendo che i figli sono dono di Dio, non volevano privarsi della loro amata figliola: rifiutavano in tutti i modi una simile decisione negando ogni permesso. Così ella, aiutata da una zia, abbandonò di nascosto la sua casa, ed entrò dalle Suore della Sacra Famiglia di Savigliano. Ma il suo sogno era quello di far parte del Carmelo di Marene, di cui amava tanto la spiritualità. Ciò avvenne nel 1909, al momento dello smembramento dell’Istituto. Vi entrò accettando un fardello molto pesante: toccò proprio a lei iniziare le carmelitane di Marene verso la vita attiva, nella casa di Torino.
Quando nel 1910 Madre Teresa di Gesù riprese le redini della Congregazione, Madre Giuseppa fu per oltre trent’anni Consigliera generale e poi Superiora generale dal 1929 al 1935. Essendo insegnante, fece scuola per trent’anni consecutivi, alternando questa fatica con la veglia notturna di malati, a domicilio. Con pari ardore amò la preghiera continua: sovente la si trovava in cappella, in adorazione. La sua carità verso i poveri non conosceva limiti. Se constatava una povertà, correva immediatamente a soccorrerla, e se c’era una persona che sembrava non aver mai bisogno di nulla, era sempre lei.
Nel tempo in cui fu Superiora Generale ottenne il Decreto di Lode dell’Istituto che divenne di diritto pontificio (1934); aprì nuove comunità di apostolato: Marene, Cogoleto, Torino-C.so Farini, Saluzzo. Nel 1942 (periodo bellico) a causa del suo indebolimento fisico dovette sfollare a Saluzzo e nel 1945 le fu diagnosticato un male incurabile con il quale cercò di convivere esemplarmente. Fin che le fu possibile raggiungeva la chiesa, appoggiata al suo bastoncello, per adorare il suo caro Gesù, e quando la gravità del male la obbligò a letto in permanenza, trascorreva la maggior parte della giornata assorta in preghiera silenziosa. Incontrò il volto del suo Signore il 15 aprile 1947.

Madre Teresa di Gesù
dal 1905 al 1906
dal 1910 al 1911
dal 1923 al 1929

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Nata a Genova Prà il 26 settembre 1860, Madre Teresa di Gesù (Elisa Parodi) è stata la prima Maestra di noviziato dell’Istituto.
A ventiquattro anni entrò fra le monache Agostiniane di Genova, dove emise la professione religiosa, ma il monastero andava esaurendosi per mancanza di redditi, per cui le monache furono costrette ad abbandonarlo. Il 4 luglio 1894 giunse quindi a Marene, con Madre Flavia, per iniziare la Congregazione nella quale divenne ben presto madre di anime. Maturata nel silenzio dell’orazione e di spirito assai prudente, era misurata nel parlare e ben voluta da tutte. Nel 1906 fu eletta Vicaria Generale e nel 1910, quando la casa di Marene, in seguito allo smembramento dell’Istituto, divenne monastero carmelitano, era considerata come capo della Congregazione di vita attiva. Infatti Mons. Ezio Gastaldi la nominò, d’autorità, Superiora generale fino al 26 luglio del 1911 quando il Capitolo elesse Madre Maria di S. Giuseppe: ella fu allora votata come Vicaria generale. Nel 1923 venne eletta Superiora Generale con grande gioia di tutta la Congregazione: era giusto e doveroso che la Madre, quasi considerata cofondatrice, avesse un pubblico riconoscimento di filiale fiducia e benevolenza. Nella sua umiltà e piccolezza ella cercava di nascondersi per fuggire ogni dimostrazione di stima. In questo sessennio di governo si ammalò gravemente al punto che si temeva di perderla e ininterrotte furono le preghiere di supplica per la sua guarigione.
Scaduta da Superiora Generale nel 1929, ormai inferma e nell’impossibilità di dedicarsi al bene materiale della Congregazione, ne rimase sempre saggia consigliera. Per molti anni ha vissuto a Torino nella casa generalizia di C.so Francia, finché durante la 2a guerra mondiale fu sfollata a Mondovì con altre sette sorelle. In seguito a una caduta si ammalò gravemente e fece ritorno alla Casa del Padre il 7 ottobre 1943, esattamente 6 anni prima della nostra Fondatrice e proprio nello stesso giorno e mese.

Madre Maria di San Giuseppe

dal 1911 al 1923

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Secondogenita di sette fratelli e sorelle, al secolo Rosa Argentero, nacque a Torino il 23 luglio 1871. Il 6 luglio nel 1894 entrò nell’Istituto di Marene, all’età di ventitrè anni. Il 21 ottobre indossò l’abito carmelitano prendendo il nome di Sr. Maria di S. Giuseppe e il 21 ottobre 1895 emise la professione religiosa nelle mani di Madre Fondatrice. Era di carattere vivace, di zelo non comune per la salute delle anime. Il 13 aprile del 1907 venne nominata priora della comunità delle carmelitane di Milano che si univa, proprio in quell’anno, al nostro Istituto. Nel 1911 fu eletta Madre Generale, la prima dopo lo smembramento dell’Istituto.
Nel 1914, aiutata da Madre Fondatrice, preparò le nuove Costituzioni della Congregazione. Nel 1915, scoppiata la guerra mondiale, accettò in Milano la direzione dell’Ospedale Militare di riserva di Via Mantenga, per i reduci dal fronte, malati contagiosi. Nel luglio 1917 fu rieletta Superiora generale per altri sei anni. Fu lei, nel 1920, a stabilire la Casa generalizia a Torino in C.so Francia, presso il monastero della Visitazione. Nello stesso anno fondò la comunità infermieristica della Pinna Pintor, sempre in Torino, e nel 1921 accettò l’unione della comunità delle Teresiane di Mondovì. Fu successivamente priora delle comunità di Milano e di Marene. In seguito fu Consigliera generale fino all’età di 80 anni. Negli anni 1954-55 la salute incominciò a declinare e il cuore a dare segni di forte indebolimento, finché il 3 febbraio 1955 si arrestò. I funerali di colei che fu una delle quattro colonne della fondazione dell’Istituto furono una sincera dimostrazione di perenne riconoscenza di tutta la Congregazione.

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