ESSERE PICCOLI

Cristo ringrazia il Padre perché ha rivelato il suo Regno ai piccoli. Un vero rovesciamento di logica per noi che siamo abituati ad affidare le cose importanti solo a chi ne é capace e all’altezza secondo i nostri parametri. Più hai studiato e fatto esperienza più sei i grado di portare avanti ciò che ti viene affidato.
Invece la logica di Dio Padre e tutta un’altra. Non siamo noi ad essere all’altezza ma è lui che ci sceglie e ci rende capaci della sua sapienza.
Il regno di Dio lo si vive solo se si ammette la propria piccolezza. Non perché dobbiamo svalutarci, ma perché dobbiamo essere realisti. E un sano realismo é la porta per una sana umiltà.
Chi è piccolo, infatti, non confida solo nelle proprie capacità perché sa bene che qualunque suo dono non viene da sé stesso ma l’ha ricevuto. I piccoli sono le persone realiste che ben conoscono la natura dell’uomo e che, al contrario di quanto si possa pensare, non sono dei sempliciotti ma conoscitori profondi della natura umana. Sanno che la fragilità umana è redenta e trasfigurata solo da Colui che la assunta e amata. E per questo possono accogliere lo stesso giogo di Cristo.
Il giogo é quella trave di legno che serviva per attaccare una coppia di bovini all’aratro o a ciò che si voleva tirare sfruttando la forza dei due animali.
Si tratta appunto di una coppia. I piccoli sanno di non poter tirare il carro della vita da soli ma solo in coppia con Cristo.
Con lui sappiamo di essere al sicuro. E questo è già il nostro ristoro.
Mt 11,25-30

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