ESSERE CIÒ CHE SI È

Appena ha chiamato i suoi apostoli (Mt 10), i suoi dodici inviati, sembra quasi che il Maestro passi in rassegna quanto dovrà accadere loro con la premura di dare tutte le indicazioni necessarie per vivere al meglio la loro missione. Pecore in mezzo ai lupi, semplici come le colombe, ma prudenti come i serpenti. Sembra proprio che Cristo voglia mettere in guardia i suoi dai pericoli ma anche dalla tentazione dello scoraggiamento. Fino ad arrivare ai versetti di questa domenica (10, 26-33) nei quali Cristo esorta a non temere, a non avere paura di essere e manifestare quello che sono.
Sii te stesso – sembra dirci – figlio amato dal Padre celeste. Tu sei luce che illumina, vali a tal punto che nessuna ombra di menzogna o falsità può oscurarti. Cammina a testa alta perché sei nella verità, perché riconosci la tua dignità di creatura amata immensamente da Dio. Non avere paura di testimoniare la tua fede, la tua fiducia filiale in Dio padre. Mostra la gioia di appartenere a Cristo e di credere nel suo intervento provvidente nella tua vita. Testimonia con coraggio che c’è ben altro di quanto si può misurare con gli indici economici e di “impatto social”. Vivi fino in fondo la bellezza della vita secondo lo Spirito che non segue gli schemi gregari della moda, dell’individualismo benpensante e del politicamente corretto. Lavora per la verità con la forza della carità che puoi ricevere solo dalla vera fonte dell’amore. Dimostra con le tue scelte che esiste una libertà ben più profonda del semplice “faccio quello che voglio” e che è invece un “impegnarsi per” e un “vivere con”. Sii cosciente che la tua vita non è totalmente nelle tue mani fragili e limitate, ma é desiderata da sempre e costantemente sotto lo sguardo amoroso di Dio che conosce molto meglio di te e e prima di te ciò di cui ha bisogno e che ti può realmente rendere felice. Mostra al mondo che esiste una realtà spirituale non inventata dai preti, ma effettiva e viva, capace di dare senso e significato a tutto quello che svolgi quotidianamente.
Non essere un cristiano dal “collo storto” intestardito da una precettistica svuotata di contenuti. Non vivere di sentimentalismi devozionali, ma sii realista nella fede, pienamente incarnato nella storia come lo é stato Cristo. Non riempirti la bocca di luoghi comuni di spiritualità ma attingi direttamente alla fonte fresca della Parola di Dio e lasciati istruire da essa. Non preoccuparti eccessivamente del tuo corpo ma abbine rispetto perché in te alberga la Trinità. Tu sei prezioso agli occhi di Dio, te ne eri forse dimenticato?

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