32^ Dom. T.O.

Il vero conforto del cuore è quello che nasce dall’esperienza della resurrezione. Chi si trova a vivere situazioni di fatica e buio e incontra qualcuno che lo risolleva, lo illumina con la forza dell’amore, vive una vera e propria resurrezione interiore. La vita cristiana è memoria costante di questa esperienza che dona “una consolazione eterna e una buona speranza” (2Ts 2,16) di cui parla san Paolo.
Non lo possono capire i sadducei e chi, come loro, ripongono ogni speranza nella sola buona riuscita negli affari di questo mondo che ci si procura con le sole proprie capacità. Lo capiscono solo i “figli della resurrezione” (Lc 20,36) che, come nel caso dei sette fratelli Maccabei, sanno che nessun dolore di questo mondo può vanificare la “vita nuova ed eterna” (2Mac 7,9) che il Signore Risorto ci ha aperto con la sua vittoria sul male e sulla morte.
Non resta che domandarci: ed io credo nella vita eterna e nella potente vittoria di Cristo sul male?

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