29^ Dom. T.O. anno C: Pregare sempre…

Nel Vangelo di questa domenica (Lc 18, 1-8) troviamo una parabola curiosa: una vedova porta allo sfinimento un giudice al punto di riuscire ad ottenere il suo aiuto.

La fiducia certa di questa donna di ottenere una risposta positiva muove quel giudice ad esaudirla.

Ed è proprio la fede a fare la differenza, persino nei confronti di chi non ha remore morali. Figuriamoci cosa può ottenere la preghiera colma di fede in Cristo!

Tuttavia dobbiamo fermarci a riflettere su un fatto: ciò che chiediamo nella preghiera non sempre e non necessariamente viene esaudito dal Padre nei modi e nei tempi che noi vogliamo e questo ci frega impedendoci di vedere le meraviglie che Dio compie nelle nostre vite.

Ma ancora. Una preghiera incessante e duratura nel tempo diviene anche il luogo per praticare un vero discernimento su quanto chiediamo di ottenere. La preghiera, il dialogo a tu per tu con Cristo, purifica il desiderio stesso e lo conduce alla verità. Molto spesso ciò che si chiede nella preghiera non corrisponde al nostro vero bene. Ma l’atto stesso del pregare ci porta piano piano – se lo viviamo con effettivo abbandono fiducioso in Dio – ad affinare la nostra intelligenza spirituale e a porci sotto lo sguardo amoroso e misericordioso di Dio Padre piuttosto che sotto il nostro, spesso orgoglioso ed inquisitorio.

Forse ci conviene, come primo passo, chiedere a Dio di aumentare la nostra fede!

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