Mc 6,1-6
L’episodio di questa domenica va a toccare il nostro modo di considerare le persone che conosciamo e con le quali viviamo, proprio quelle che sono più vicine a noi.
Gesù non può operare miracoli nella sua Nazareth perché viene considerato da tutti i suoi parenti come un uomo comune, uno di loro. Nulla di più vero: Gesù è a tutti gli effetti uno di noi, un vero uomo. Ma nella sua umanità traspare anche la sua natura divina attraverso i miracoli, i gesti che compie e le parole che dice. Eppure i suoi non riescono a intravedere la sua natura divina o, in qualche modo, la sua potenza salvifica, e rimangono scandalizzati dalla sua presenza fastidiosa perché fa saltare tutti gli schemi e tutti i modi di interpretare la realtà.
Troppo facile puntare il dito contro i parenti di Gesù; domandiamoci piuttosto se noi siamo capaci oggi di riconoscere le persone per quello che sono e non piuttosto per quello che pensiamo di vedere in loro attraverso i nostri pregiudizi ed etichettature. Come guardo a mia moglie, a mio marito, ai miei figli, ai miei parenti e, ancora, alle mie consorelle e confratelli di comunità o ai miei colleghi di lavoro?
Da quale punto di vista interpreto le loro azioni? Lascio a loro uno spazio per sorprendermi e modificare i miei schemi o persevero nella mia lettura prospettica delle cose?
Dietro a quelle stesse persone si celano prodigi ancora da scoprire. Lasciamoci stupire.

Suor Nicoletta del Cuore di Cristo
#ilvangelodelladomenica
#pregiudizi

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